{"id":2217,"date":"2026-03-17T06:32:35","date_gmt":"2026-03-17T06:32:35","guid":{"rendered":"https:\/\/arttao.net\/?page_id=2217"},"modified":"2026-03-17T06:32:36","modified_gmt":"2026-03-17T06:32:36","slug":"f2-27-analisi-del-lavoro-di-osi-audu","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/arttao.net\/it\/f2-27-osi-audu%e4%bd%9c%e5%93%81%e5%88%86%e6%9e%90\/","title":{"rendered":"F2-27. Analisi delle opere di Osi Audu"},"content":{"rendered":"<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"799\" src=\"https:\/\/arttao.net\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/osi-audu-self-portrait-with-yoruba-hairstyle.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2021\" srcset=\"https:\/\/arttao.net\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/osi-audu-self-portrait-with-yoruba-hairstyle.jpg 1000w, https:\/\/arttao.net\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/osi-audu-self-portrait-with-yoruba-hairstyle-600x479.jpg 600w, https:\/\/arttao.net\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/osi-audu-self-portrait-with-yoruba-hairstyle-300x240.jpg 300w, https:\/\/arttao.net\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/osi-audu-self-portrait-with-yoruba-hairstyle-768x614.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo lavoro \u00e8<strong>scultura in acciaio verniciato<\/strong>Circa <strong>15 \u00d7 16 \u00d7 13\u00be pollici<\/strong>E presentate in edizione limitata; nel frattempo, la sua recente serie &quot;Autoritratto&quot; continua a ruotare attorno alle relazioni tra &quot;tangibile e intangibile&quot;, &quot;corpo e mente&quot; e &quot;s\u00e9 e coscienza&quot;, con le sculture che sono pratiche tridimensionali che si estendono da questi concetti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se interpretiamo quest&#039;opera nell&#039;ambito dei &quot;moduli aperti&quot;, la sua caratteristica pi\u00f9 rilevante non \u00e8 &quot;se assomiglia a una testa&quot;, ma piuttosto come...<strong>Confini vuoti, penetranti ed esposti, nonch\u00e9 spazi vuoti strutturali.<\/strong>Audu, nella sua dichiarazione d&#039;artista, menziona il suo interesse di lunga data per &quot;il tangibile e l&#039;intangibile&quot;, ovvero la relazione tra il tangibile e l&#039;intangibile, il visibile e l&#039;invisibile; il profilo dell&#039;artista su Artsy sottolinea inoltre che egli si occupa ripetutamente di concetti binari come &quot;forma e vuoto&quot;, &quot;qualcosa e niente&quot; e &quot;testa esterna e testa interna&quot;. \u00c8 in questo contesto che la struttura aperta in acciaio di *Autoritratto 2* diventa non solo una scelta di forma, ma il concetto stesso: non rende la &quot;testa&quot; un&#039;entit\u00e0 chiusa, ma permette piuttosto al contorno, alla cavit\u00e0 e allo spazio interno della &quot;testa&quot; di costituire collettivamente l&#039;opera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#039;aspetto pi\u00f9 notevole di quest&#039;opera \u00e8 il modo in cui tratta i &quot;moduli&quot; in...<strong>Unit\u00e0 di framework aperto<\/strong>Il sito web ufficiale dell&#039;artista, parlando della serie Autoritratti, cita la valutazione del curatore del MoMA Ugochukwu-Smooth C. Nzewi, secondo cui queste opere sono composte da &quot;volumi architettonici&quot; &quot;costituiti da diverse parti, ma unite senza soluzione di continuit\u00e0 da linee bianche&quot;. Questa valutazione \u00e8 particolarmente adatta a comprendere *Autoritratti 2*: l&#039;opera non \u00e8 un singolo blocco fuso, ma piuttosto una struttura composta da diverse pieghe, divisioni, cornici, pannelli e linee di collegamento. Le parti sono chiaramente separate ma mantengono una continuit\u00e0 complessiva; pertanto, i &quot;moduli aperti&quot; qui non sono semplicemente spazi vuoti, ma piuttosto...<strong>L&#039;immagine complessiva della testa \u00e8 generata dalla collaborazione di molteplici componenti locali.<\/strong>\u3002<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista del linguaggio formale, la genialit\u00e0 di Audu risiede nell&#039;evitare di utilizzare dettagli complessi per raffigurare il &quot;volto&quot; o i &quot;tratti&quot;, impiegando invece relazioni geometriche minimaliste per suggerire l&#039;esistenza del &quot;s\u00e9&quot;. Sia il sito web ufficiale dell&#039;artista che Artsy sottolineano che la sua attenzione non \u00e8 rivolta a un autoritratto letterale, ma al &quot;s\u00e9 intangibile&quot;, al s\u00e9 interiore invisibile. Questo conferisce alla struttura aperta di *Autoritratto 2* un significato pi\u00f9 profondo: gli spazi vuoti non sono assenze, ma la sede del &quot;s\u00e9 interiore&quot;; la cornice esterna non \u00e8 un contorno, ma piuttosto il confine della coscienza che si manifesta temporaneamente. Gli spettatori, di fronte all&#039;opera, non percepiscono semplicemente una testa, ma piuttosto un &quot;contenitore di coscienza&quot; che oscilla tra il sostanziale e il vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pertanto, l&#039;ispirazione per i &quot;moduli aperti&quot; in quest&#039;opera \u00e8 molto chiara. La scultura tradizionale spesso stabilisce un senso di peso attraverso il volume solido, ma Osi Audu fa l&#039;opposto in &quot;Autoritratto 2&quot;: lascia che la forza della struttura provenga da...<strong>Confini aperti, spazi interni vuoti, connessioni e sospensioni tra i componenti<\/strong>Questo approccio fa s\u00ec che l&#039;opera assomigli sia a una scultura che a una struttura concettuale. Non mira a riempire lo spazio, ma piuttosto a permettere allo spazio di entrare nell&#039;opera e di diventarne parte integrante. Proprio per questo, questi moduli aperti sono pi\u00f9 vicini allo stato di &quot;coscienza&quot; rispetto ai blocchi chiusi: visibili, ma non del tutto afferrabili; tangibili, ma che conservano sempre parti invisibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Considerando il percorso creativo complessivo di Osi Audu, questa scultura non \u00e8 un&#039;opera isolata. Il suo sito web ufficiale afferma chiaramente che i suoi dipinti, le opere su carta, le opere in filato e le sculture in acciaio ruotano tutte attorno allo stesso insieme di interrogativi: la coscienza, l&#039;identit\u00e0, la dualit\u00e0 mente-corpo e il rapporto tra il s\u00e9 e gli oggetti culturali; mentre la scultura \u00e8 esplicitamente una versione tridimensionale sviluppata a partire dal nero, dal bianco e dal singolo colore d&#039;accento che ha utilizzato nella sua serie &quot;Masked Head&quot;. In altre parole, *Self Portrait 2* \u00e8 una naturale estensione del suo linguaggio geometrico planare in una struttura spaziale. Le relazioni originariamente stabilite su carta attraverso superfici nere, linee bianche, contorni e spazi vuoti vengono qui trasformate in una vera struttura in acciaio, confini reali e una reale penetrazione spaziale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se lo consideriamo ulteriormente dal punto di vista dei &quot;moduli&quot;, *Self Portrait 2* \u00e8 particolarmente adatto come rappresentante dei moduli aperti perch\u00e9 possiede entrambe...<strong>Il potenziale dei componenti ripetitivi<\/strong>E fu conservato.<strong>La densit\u00e0 spirituale di una singola opera<\/strong>Il materiale, l&#039;acciaio verniciato, ne sottolinea la natura spiccatamente industriale, modulare ed estensibile. Tuttavia, l&#039;opera evita di ridursi a un freddo e impersonale componente industriale, rimandando costantemente a temi profondamente umanistici come &quot;testa&quot;, &quot;coscienza&quot; e &quot;s\u00e9&quot;. Pertanto, il modulo aperto non \u00e8 n\u00e9 una struttura puramente tecnica n\u00e9 una semplice scultura lirica, bens\u00ec un meccanismo di mediazione che connette astrazione geometrica, organizzazione spaziale e riflessione sull&#039;identit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pertanto, se collochiamo Osi Audu all&#039;interno della tipologia strutturale dei &quot;moduli aperti&quot;, il significato pi\u00f9 rilevante di *Autoritratto 2* risiede nella sua dimostrazione che le strutture aperte non solo possono servire all&#039;ordine formale, ma anche veicolare contenuti psicologici e filosofici. Il modulo qui non serve alla ripetizione meccanica, ma permette al &quot;s\u00e9&quot; di apparire in modo non chiuso, non fisso e permeabile. Ci ricorda che il vero livello avanzato dei moduli aperti non consiste nello svuotare il volume, ma nel permettere...<strong>Vuoto, confine, connessione, penetrazione e concetto<\/strong>Insieme, costituiscono la struttura dell&#039;opera. Ci\u00f2 che Osi Audu ha realizzato in quest&#039;opera \u00e8 stato elevare il modulo aperto da forma geometrica a linguaggio scultoreo che affronta temi come la coscienza e l&#039;esistenza.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized has-custom-border\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"480\" height=\"480\" src=\"https:\/\/arttao.net\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/art150.gif\" alt=\"\" class=\"wp-image-1068\" style=\"border-top-left-radius:37px;border-top-right-radius:37px;border-bottom-left-radius:37px;border-bottom-right-radius:37px;width:63px;height:auto\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\r\n        <div class=\"arttao-tts-wrap\" data-selector=\".entry-content p, .entry-content li, .arttao-tts-source-content p\" style=\"margin:12px 0;\">\r\n          <audio id=\"arttao-tts-audio\" controls preload=\"none\" style=\"width:100%; max-width:800px;\"><\/audio>\r\n          <div id=\"arttao-tts-status\" style=\"font-size:13px; margin-top:6px; color:#F7FFFF;\"><\/div>\r\n        <\/div>\r\n        <details class=\"arttao-tts-accordion\" style=\"margin: 20px 0;\">\r\n            <summary>Lezione F2-27: Analisi delle opere di Osi Audu (Clicca per visualizzare e ascoltare la lettura)<\/summary>\r\n            <div class=\"arttao-tts-source-content\">\r\n                <\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa scultura in acciaio verniciato misura circa 15 \u00d7 16 \u00d7 13\u00be pollici ed \u00e8 presentata in edizione limitata. La sua recente serie &quot;Autoritratto&quot; continua a esplorare le relazioni tra il tangibile e l&#039;intangibile, il corpo e la mente, il s\u00e9 e la coscienza; la scultura stessa \u00e8 una pratica tridimensionale che si estende da questi concetti. Se interpretiamo quest&#039;opera nel quadro dei &quot;moduli aperti&quot;, la sua caratteristica pi\u00f9 evidente non \u00e8 se &quot;assomigli a una testa&quot;, ma piuttosto come si definisce attraverso la cavit\u00e0, la permeabilit\u00e0, i confini esposti e il vuoto strutturale. Audu menziona nella sua dichiarazione d&#039;artista di essersi a lungo interessato al &quot;tangibile e all&#039;intangibile&quot;, ovvero alla relazione tra il tangibile e l&#039;intangibile, il visibile e l&#039;invisibile; la biografia dell&#039;artista su Artsy sottolinea inoltre che egli affronta ripetutamente concetti binari come &quot;forma e vuoto&quot;, &quot;qualcosa e niente&quot; e &quot;testa esterna e testa interna&quot;. \u00c8 in questo contesto che la struttura aperta in acciaio di *Autoritratto 2* diventa non solo una scelta formale, ma il concetto stesso: non rende la &quot;testa&quot; un&#039;entit\u00e0 chiusa, ma permette al contorno, alla cavit\u00e0 e allo spazio interno della &quot;testa&quot; di costituire collettivamente l&#039;opera. L&#039;aspetto pi\u00f9 rilevante di quest&#039;opera \u00e8 il trattamento dei &quot;moduli&quot; come unit\u00e0 strutturali aperte. Il sito web ufficiale dell&#039;artista, parlando della serie Autoritratto, cita il curatore del MoMA Ugochukwu-Smooth C. Nzewi, che descrive queste opere come composte da &quot;volumi architettonici&quot; &quot;costituiti da diverse parti, ma senza soluzione di continuit\u00e0 da linee bianche&quot;. Questa valutazione \u00e8 particolarmente adatta a comprendere *Autoritratto 2*: l&#039;opera non \u00e8 un singolo blocco fuso, ma piuttosto una struttura composta da diverse pieghe, divisioni, cornici, pannelli e linee di collegamento. Le parti sono chiaramente separate, pur mantenendo una continuit\u00e0 complessiva; pertanto, i &quot;moduli aperti&quot; qui non sono semplicemente forme vuote, ma piuttosto molteplici componenti locali che collaborano per generare l&#039;immagine complessiva di una testa. Dal punto di vista del linguaggio formale, la genialit\u00e0 di Audu risiede nell&#039;evitare di utilizzare dettagli complessi per descrivere il &quot;volto&quot; o i &quot;tratti&quot;, ricorrendo invece a relazioni geometriche minimaliste per suggerire l&#039;esistenza del &quot;s\u00e9&quot;. Sia il sito web ufficiale dell&#039;artista che Artsy sottolineano che egli non si concentra su un autoritratto letterale, bens\u00ec sul &quot;s\u00e9 intangibile&quot;, il s\u00e9 interiore invisibile. Questo conferisce alla struttura aperta di *Autoritratto 2* un significato pi\u00f9 profondo: gli spazi vuoti non sono assenze, ma la sede del &quot;s\u00e9 interiore&quot;; la cornice esterna non \u00e8 un contorno, ma piuttosto il confine dove la coscienza si manifesta temporaneamente. Quando gli spettatori si trovano di fronte all&#039;opera, non leggono semplicemente un ritratto, ma un &quot;contenitore di coscienza&quot; che oscilla tra il fisico e il vuoto. Pertanto, quest&#039;opera ispira chiaramente il concetto di &quot;moduli aperti&quot;. La scultura tradizionale spesso stabilisce un senso di peso attraverso il volume, ma Osi Audu fa l&#039;opposto in *Autoritratto 2*: lascia che la forza strutturale derivi dall&#039;apertura dei confini, dal vuoto interno e dalla connessione e sospensione tra i componenti. Questo approccio rende l&#039;opera sia una scultura che una struttura di pensiero. Non mira a riempire lo spazio, ma piuttosto a permettere allo spazio di entrare nell&#039;opera e di diventarne parte integrante. \u00c8 proprio per questo che tali moduli aperti sono pi\u00f9 vicini allo stato di &quot;coscienza&quot; rispetto ai blocchi chiusi: visibili, ma non del tutto afferrabili; tangibili, eppure sempre in grado di conservare parti invisibili. Nell&#039;ambito del percorso creativo complessivo di Osi Audu, questa scultura non \u00e8 un&#039;opera isolata. Il suo sito web ufficiale afferma chiaramente che i suoi dipinti, le opere su carta, le opere in filato e le sculture in acciaio ruotano tutti attorno allo stesso insieme di interrogativi: la coscienza, l&#039;identit\u00e0, la dualit\u00e0 mente-corpo e il rapporto tra il s\u00e9 e gli oggetti culturali; mentre la scultura \u00e8 esplicitamente una versione tridimensionale sviluppata a partire dal nero, dal bianco e dal singolo colore d&#039;accento che ha utilizzato nella sua serie &quot;Testa mascherata&quot;. In altre parole, *Autoritratto 2* \u00e8 una naturale estensione del suo linguaggio geometrico planare in una struttura spaziale. Le relazioni originariamente stabilite su carta attraverso superfici nere, linee bianche, contorni e spazi vuoti si trasformano qui in una vera struttura in acciaio, confini reali e una reale penetrazione spaziale. Inoltre, da una prospettiva &quot;modulare&quot;, *Autoritratto 2* \u00e8 particolarmente adatto come rappresentante dei moduli aperti perch\u00e9 possiede il potenziale per la ripetizione di componenti pur mantenendo la densit\u00e0 spirituale di un&#039;opera singola. Il mezzo dell&#039;acciaio verniciato denota una chiara qualit\u00e0 industriale, di assemblaggio ed estensibile, eppure l&#039;opera evita di diventare un freddo e impersonale componente industriale, rimandando costantemente a temi profondamente umanistici come &quot;testa&quot;, &quot;coscienza&quot; e &quot;s\u00e9&quot;. Pertanto, il modulo aperto qui non \u00e8 n\u00e9 una struttura puramente tecnica n\u00e9 una semplice scultura lirica, ma un meccanismo di mediazione che collega l&#039;astrazione geometrica, l&#039;organizzazione spaziale e la riflessione sull&#039;identit\u00e0. Pertanto, se Osi Audu viene collocato nella tipologia strutturale del &quot;modulo aperto&quot;, il significato pi\u00f9 rilevante di *Autoritratto 2* risiede nella dimostrazione che le strutture aperte non solo possono servire a un ordine formale, ma anche veicolare contenuti psicologici e filosofici. Il modulo, in questo caso, non serve alla ripetizione meccanica, ma permette al &quot;s\u00e9&quot; di emergere in modo non chiuso, non fisso e permeabile. Ci ricorda che la vera evoluzione del modulo aperto non consiste nello svuotare il volume, ma nel permettere al vuoto, ai confini, alle connessioni, alla permeabilit\u00e0 e ai concetti di diventare la struttura dell&#039;opera. Ci\u00f2 che Osi Audu ha realizzato in quest&#039;opera \u00e8 proprio l&#039;evoluzione del modulo aperto da forma geometrica a linguaggio scultoreo che riguarda la coscienza e l&#039;esistenza. <\/p>\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\n\r\n            <\/div>\r\n        <\/details><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u8fd9\u4ef6\u4f5c\u54c1\u4e3a\u55b7\u6f06\u94a2\u6750\u96d5\u5851\uff0c\u5c3a\u5bf8\u7ea6 15 \u00d7 16 \u00d7 13\u00be \u82f1\u5bf8\uff0c\u5e76\u4ee5\u9650\u91cf\u7248\u5f62\u5f0f\u5448\u73b0\uff1b\u540c\u65f6\uff0c\u4ed6\u8fd1\u5e74\u7684\u201cSelf [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-2217","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/arttao.net\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2217","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/arttao.net\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/arttao.net\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/arttao.net\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/arttao.net\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2217"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/arttao.net\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2217\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2218,"href":"https:\/\/arttao.net\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2217\/revisions\/2218"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/arttao.net\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2217"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}